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Archivio Editoriali - 19 Novembre 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

50 ANNI FA... NOVITA' NEI COMPLESSI E L'INTERVISTA DI CARMELO PAGANO

Cari amici, il 1966 può essere considerato l’anno boom per i complessi. Per la prima volta, una manifestazione popolare come il Cantagiro, si era inventata un girone tutto per loro, e nella nostra Hit Parade si avvicendano le formazioni più note del periodo, ovvero Rokes, Equipe 84, Camaleonti, Nomadi e Dik Dik.

Inevitabile dunque un susseguirsi di notizie sulle nostre band più famose. Cominciamo dall’Equipe 84. Vandelli & C. stanno preparando un pezzo per un nuovo programma televisivo di attualità che prenderà il via con l’anno nuovo. E intanto aprono a Milano un negozio di abiti di carta, usa e getta.

Per altri gruppi, è un autunno molto caldo, in quanto le loro formazioni vengono rimaneggiate. E’ il caso dei Camaleonti, dai quali si stacca Riki Maiocchi per approdare ad una carriera da solista.

Inoltre, i New Dada, il gruppo di Maurizio Arcieri, che sta spopolando con “Lady Jane”, perdono Renè, Franco e Ferry che se ne sono andati portandosi dietro tutto il loro armamentario di chitarra, organo e relativo impianto di amplificazione. Gli altri tre (Pupo, Giorgio e Maurizio), però, non si son persi d’animo e si sono subito dati da fare. Sono infatti pronti con una formazione nuova che comprende un sassofonista e un organista regolarmente diplomato al conservatorio.

Lasciano il Clan i Fuggiaschi e i Ribelli, mentre trapela la notizia che Shel e Bobby dei Rokes si sarebbero sposati il 14 ottobre nel Municipio di Londra, con tanto di luna di miele in Scozia. Le rispettive consorti sarebbero Katiuscia Apid, ventunenne di origine russo-franco-marocchina e Jenny Levine, danzatrice di 19 anni.

Carmelo Pagano, reduce dalla vittoria del Festival delle Rose il 14 ottobre, rilascia un’intervista al Radiocorriere TV. “Sono un tipo allegro – dice Carmelo – il fatto è che non so adattarmi alla mia nuova condizione. Fino a poco tempo fa ero uno studente come tanti. All’improvviso mi trovo a fare il cantante in un ambiente tutto diverso”.

“E’ stato bello – continua il cantante – io non m’aspettavo niente. Mi dicevano gli altri, fai il concorso di Teddy Reno (il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, n.d.r.). Così sono andato ad Ariccia e mi son ritrovato a sognare, a fare progetti. Ma alla fine mi dicevo sempre smettila di navigare tra le nuvole. E invece ho conquistato il secondo posto.”

Poi è venuta fuori la canzone buona, “L’amore se ne va”, che gli ha consentito di vincere la terza edizione del Festival delle Rose superando addirittura il favorito Gianni Morandi. La sua canzone parla di sogni, amore, delusione, tristezza, baci mancati.

Nessuna protesta, nessuna ribellione, nessuna denuncia. Una canzone che non ha nulla a che vedere con il beat, e che appartiene ad un genere tradizionale, più consono a Carmelo, che infatti dice “Non è detto che ci sia posto soltanto per gli epigoni del rock”. D’altra parte il 45 giri più venduto del 1966 è “Strangers in the night” di Frank Sinatra, anche questa per niente beat.

Lo stile melodico di Carmelo Pagano ricorda il solista dei Platters Tony Williams, anche se lui dice di non averlo mai sentito prima di partecipare al Festival di Ariccia, poi però “l’ho ascoltato in Only you e certo, non hanno tutti i torti”.

Ora sogna di lasciare definitivamente Palermo, dove ha lasciato il papà fioraio e due fratellini (la mamma lo ha accompagnato a Roma), e, se le cose andranno bene, pensa di trasferirsi ad Ariccia, dove c’è il quartier generale di Teddy Reno e dove abitano la Pavone, Dino e qualche altro artista, insomma una Beverly Hills della canzone italiana. Pensa a Sanremo, e un paio di mesi dopo lui arriverà al festival canoro più famoso, interpretando “Devi aver fiducia in me”, in coppia con Roberta Amadei, ma la canzone non supera il turno, e la carriera di Carmelo Pagano subirà un’inevitabile arresto.