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a cura di Fiorenzo Pampolini

1968: SANREMO A 33 GIRI ED UN MEMORABILE ZECCHINO D'ORO

Cari amici, a poche settimane dalla conclusione del Festival di Sanremo 1968, e di fronte ad una Hit Parade monopolizzata dalle canzoni di quella edizione, le Case discografiche propongono nuove versioni dei motivi in gara, affidati anche ad altri interpreti.

Claudio Villa, che era presente al Festival solo come giornalista, ha inciso un 45 giri con “La siepe”, portata a Sanremo da Al Bano e Bobbie Gentry. Il pezzo è presente anche su un 33 giri (edito come il singolo dalla Cetra) che presenta oltre al vincitore Sergio Endrigo (“Canzone per te”) e alla seconda classificata Marisa Sannia (“Casa bianca”) gli altri finalisti della stessa etichetta discografica, ovvero Gianni Pettenati (“La tramontana”) e Yoko Kishi (“Stanotte sentirai una canzone”).

Interessanti sull’album anche le versioni di “Mi va di cantare” di Carmen Villani (a Sanremo l’avevano proposta Lara Saint Paul e Louis Armstrong), di “Le opere di Bartolomeo” di Patrick Samson (a Sanremo The Rokes e The Cowsills) e di “Gli occhi miei” di Marisa Sannia (a Sanremo Dino e Wilma Goich).

Un altro 33 giri è stato edito dalla CGD che allineava a Sanremo Roberto Carlos (“Canzone per te”), Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci (“Sera”), Johnny Dorelli (“La farfalla impazzita”), Tony Del Monaco e Dionne Warwick (“La voce del silenzio”), Massimo Ranieri (“Da bambino”), The Sandpipers (“Quando m’innamoro”).

Anche la Curci ha pubblicato un long-playing con sedici fra le più belle canzoni di Sanremo. Elio Gandolfi interpreta “La vita”, mentre gli altri motivi sono affidati ad un gruppo di giovani cantanti, diretti da Aldo Pagani, fra i quali citiamo Milena, Lalla Leone, Ben Said e Bruna Modigliani.

E ancora altre due case discografiche hanno edito dei microsolchi dedicati a Sanremo. “La Voce del Padrone” ha affidato ad Enrico Intra l’esecuzione al pianoforte, accompagnato da ritmi, di tutti e 24 i motivi in gara, mentre la “Ri.Fi”, sempre in 33 giri, propone le 14 canzoni finaliste nell’esecuzione dell’orchestra diretta da Lester Freeman.

E c’è anche una canzone di quel Festival di Sanremo di 50 anni fa che, un paio di anni dopo sarà incisa dalla grande Mina: è “La voce del silenzio”, composta da Mogol, Paolo Limiti e Isola, che si era classificata al 14esimo ed ultimo posto nella finale del Festival ma che verrà fuori poi alla distanza, come una delle più belle canzoni italiane. Nel tempo, il pezzo sarà proposto anche da Massimo Ranieri, Mia Martini, Orietta Berti, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Francesco Renga ed altri ancora.

Intanto, nei pomeriggi del 17, 18 e 19 marzo si svolge la decima edizione dello Zecchino d’Oro. E’ una edizione memorabile perché lancia alcune canzoni ancora oggi ricordate da tutti, e perché segna il debutto in tenerissima età di una cantante che anni dopo si specializzerà nell’interpretazione delle sigle dei più seguiti cartoni animati.

Vince dunque lo Zecchino d’Oro 1968, “44 gatti”, sì, proprio quelli in fila per sei, col resto di due, interpretata dalla piccola Barbara Ferigo di 5 anni. Al secondo posto, si classifica “Il torero Camomillo”, cantata da Michele Gandolfo, di 5 anni e mezzo. Terza classificata “Il valzer del moscerino”, interpretata da Cristina D’Avena (3 anni e mezzo). In queste settimane la vediamo in veste di giurata al talent “Sanremo young”, e possiamo dire che festeggia proprio in questi giorni i 50 anni di carriera!

La rassegna canora per i bambini va in onda in diretta dal Teatro Antoniano di Bologna che la organizza, ed è presentata da Mago Zurlì, alias Cino Tortorella (1927-2017), che ha condotto la manifestazione dalla sua prima edizione nel 1959 fino al 2008. Il Piccolo Coro dell’Antoniano che accompagna i piccoli interpreti nelle loro esibizioni è diretto come sempre da Mariele Ventre (1939-1995). Tra gli ospiti fissi dello Zecchino d’Oro ci sono Topo Gigio e, nei panni di Richetto, lo scolaro svogliato e monello, l’attore Peppino Marzullo, che è stato per molti anni la voce del topo più famoso d’Italia, ideato e realizzato da Maria Perego.