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Archivio Editoriali - 15 Aprile 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

PRIMAVERA 1987. NUOVI ALBUM PER VASCO ROSSI, TOTO CUTUGNO E SERGIO CAPUTO

Cari amici, tra le novità discografiche di 30 anni, citiamo questa settimana i tre nuovi album di Vasco Rossi, Toto Cutugno e Sergio Caputo.

Vasco pubblica nella primavera del 1987 “C’è chi dice no”, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 al primo posto. E’ l’ottavo album in studio del rocker emiliano, e contiene otto tracce (“Vivere una favola”, “C’è chi dice no”, “Ridere di te”, “Blasco Rossi”, “Brava Giulia”, “Ciao”, “Non mi va” e “Lunedì”).

A proposito della prima traccia (“Vivere una favola”), Vasco in un’intervista dice che parla di sogni e di favole che ci servono a sopportare la giornata. “L’avrei voluta chiamare “Guarda”, questa canzone, poi mi sono accorto che la gente ha una gran voglia di sognare ed allora ho cambiato il titolo.

Alla domanda dell’intervistatore “Come definiresti la tua musica? Rock?”, lui risponde “Solo con questa parola. E in fondo mi dispiace un po’. In Italia si dovrebbe fare la canzone classica italiana, non è giusto che si faccia una musica nata fuori”.

“Cosa vuol dire rock?”. Risposta: “Aggressività, dolcezza, sberleffo, ironia. E un tipo sul palco che gioca a fare la star”. “Il rock è un modo per dire no?”. Conclude Vasco: “Mi piace pensarlo, ma nella musica succede di dire no. E’ nella vita che non lo si dice abbastanza”.

Cambiamo genere, e vediamo l’album di Toto Cutugno, eterno secondo al Festival di Sanremo. Si tratta di una raccolta di undici canzoni intitolata “Mediterraneo”. Quattro di queste canzoni sono quelle le stesse che, affidate alla voce dello stesso Cutugno (“Figli”) e alle voci di Fausto Leali (Io amo”), Peppino Di Capri (“Il sognatore”) e Ricchi e Poveri (“Canzone d’amore”), erano in gara all’ultimo Festival.

“L’italiano vero è ancora come lei l’ha descritto qualche anno fa (1983, ndr)?” “Quella è una canzone che mi rende orgoglioso. Sono nazionalista, difendo gli italiani, il popolo più bello che esista, fantasioso, stupendo, matto ma meraviglioso”.

Le altre tracce dell’album sono “Una domenica italiana” (sigla di “Domenica in”), “C’est Venice”, “Hey, guarda chi c’è”, “Mediterraneo”, “Napoli” (feat. Fausto Leali), “Amico del cuore” e “Caspita”.

Infine Sergio Caputo, reduce dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo di pochi mesi prima con “Il Garibaldi innamorato”, esce con un album dal titolo “Ne approfitto per fare un po’ di musica”. Caputo definisce il suo genere musicale “canzone italiana jazz”, e sostiene che il jazz è l’ultima grossa rivoluzione che abbiamo avuto in campo musicale. Con il jazz si è stravolta la melodia, si è stravolta l’armonia, si sono adottati altri canoni per fare musica.

L’album (il quinto del cantautore e il suo primo “live” registrato al Teatro Orfeo di Milano) si apre con il pezzo di Sanremo, seguono altre undici tracce: “L’astronave che arriva”, “Trio vocale militare”, “T’ho incontrata domani”, “Spicchio di luna”, “Vado alle Hawaii”, “Hemingway caffè latino”, “Un sabato italiano”, “Mercy bocù”, “La iena si è svegliata”, “Bimba se sapessi” e “Italiani mambo”. Quest’ultima era stata presentata con grande successo al Festivalbar 1984.

In chiusura vogliamo anche noi ricordare un grande dello spettacolo italiano che esattamente 50 anni fa ci ha lasciato, il principe Antonio De Curtis, il mitico Totò, nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e scomparso a Roma il 15 aprile 1967. Immensa la sua carriera cinematografica, ma visto che qui si parla di musica vogliamo ricordarlo come autore di canzoni, in particolare citiamo il suo pezzo più famoso, “Malafemmena”, scritto nel 1951 in occasione del concorso canoro di Piedigrotta “La canzonetta”. La canzone fu proposta da Mario Abbate e successivamente anche da Giacomo Rondinella e Teddy Reno. Si racconta che la canzone fosse stata scritta per l’attrice Silvana Pampanini, ma la figlia di Totò, Liliana De Curtis, smentì questa leggenda metropolitana.

Salutiamo il grande Totò, e formuliamo a tutti gli amici di 45mania un grande augurio per una Pasqua serena e una Pasquetta allegra e spensierata.