testata
Archivio Editoriali - 14 Marzo 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

MARZO 1965: EUROFESTIVAL E ZECCHINO D'ORO. DUE GRANDI EVENTI CANORI NELLA SETTIMANA 14-20 MARZO 1965.

Cari amici, 50 anni fa stavano per svolgersi due eventi canori che ancora oggi si presentano puntualmente al loro pubblico.

Il 20 marzo, in diretta radio e TV, con inizio alle ore 22, va in onda il “Gran Premio 1965 della Canzone Europea”. L’evento si svolge a Napoli, a seguito della vittoria dell’Italia nel 1964, quando vinse Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età”.

Il Radiocorriere TV titola: “Diciotto canzoni in gara per il Gran Premio dell’Eurovisione, un’immensa platea, dall’Atlantico al Danubio, idealmente presente a Napoli per assistere al Festival dei Festival”.

L’Italia è rappresentata dal vincitore del Festival di Sanremo Bobby Solo, che ripropone la canzone vincitrice a fine gennaio della rassegna canora ligure, “Se piangi, se ridi”. La scelta della canzone suscita qualche polemica per il fatto che c’era chi sosteneva che avrebbe dovuto partecipare alla gara con una canzone inedita.

Il regolamento dell’Eurofestival (organizzato dall’UER, Union Européenne de Radiodiffusion) dice infatti all’art. 4 che le canzoni partecipanti, ognuna delle quali viene designata da ciascun Paese con criteri di propria scelta, devono essere inedite alla data del 10 febbraio 1965.

L’Italia, fin da quando il Gran Premio si svolse per la prima volta a Lugano nel 1956, ha sempre partecipato al concorso con la canzone vincitrice a Sanremo. Senonché, “Se piangi, se ridi” ha vinto il Festival il 30 gennaio, cioè 11 giorni prima del termine utile previsto dal regolamento. Si chiede pertanto sia all’UER che agli altri 17 Paesi concorrenti di poter derogare per l’Italia dalla data fissata nell’art.4, onde poter mantener viva la consuetudine di portare in gara la canzone del Festival. Tutti hanno risposto approvando la scelta di “Se piangi, se ridi” e il problema è risolto.

Tra i cantanti in gara per gli altri Paesi, troviamo un paio nomi noti anche in Italia, come l’austriaco Udo Jurgens, che aveva partecipato all’ultimo Sanremo come partner di Ornella Vanoni per la canzone “Abbracciami forte” e France Gall, ancora poco nota ma nel 1969 parteciperà al Festival di Sanremo in coppia con Gigliola Cinquetti con “La pioggia”.

Ed è proprio France Gall ad aggiudicarsi la vittoria, in rappresentanza del Lussemburgo, con “Poupée de cire, poupée de son”, scritta da Serge Gainsbourg, ed incisa anche in italiano con il titolo “Io sì, tu no”. Secondo posto per il Regno Unito, terzo per la Francia, quarto per l’Austria, quinto posto per l’Italia.

La serata è presentata da Renata Mauro con il commento da studio di Renato Tagliani. Prima della proclamazione dei vincitori, come nella tradizione dell’Eurofestival, c’è inoltre la sorpresa finale. E visto che siamo a Napoli si decide di ospitare il tenore Mario Del Monaco per interpretare “O sole mio”.

Intanto, nei pomeriggi del 19, 20 e 21 marzo, “La TV dei ragazzi” ospita la settima edizione dello Zecchino d’Oro, trasmessa in diretta dallo studio televisivo dell’Antoniano di Bologna. Sono circa 10.000 le richieste pervenute da parte di altrettanti bambini per partecipare a questo festival, mentre le canzoni proposte all’organizzazione sono state 450. Le 12 selezionate per partecipare alla competizione sono state scelte da una commissione della quale facevano parte, tra gli altri, una nonna, una mamma e due bambini di dieci anni. La giuria è presieduta dal direttore dell’Antoniano, padre Berardo Rossi, che non ha diritto di voto.

E’ invece composta da 15 ragazzi di 11-12enni la giuria che, votando con le famose palette, determina la graduatoria finale. Presenta come sempre Cino Tortorella nei panni di Mago Zurlì, il Piccolo Coro dell’Antoniano è diretto da Mariele Ventre.

Si aggiudica la vittoria la canzone “Dagli una spinta”, interpretata dal piccolo Carlo Alberto Travaglino.

Ed anche per oggi ci fermiamo qui.

Buona settimana a tutti!