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Archivio Editoriali - 14 Febbraio 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

SANREMO 2015: CACCAMO VINCE TRA I GIOVANI E 4 BIG ELIMINATI.

Cari amici, questa settimana lasciamo in garage la nostra macchina del tempo e parliamo dell’unico grande evento canoro che, iniziato nell’epoca dei 78 giri, è proseguito nell’era del 45 giri, in quella delle musicassette e dei mangianastri, nell’era del cd e ancora in quella dell’mp3 e dell’i-pad.

Ci riferiamo ovviamente alla 65esima edizione del Festival di Sanremo che, nel momento in cui sto scrivendo queste righe, ha appena laureato il vincitore della sezione Nuove Proposte Giovanni Caccamo ed eliminato 4 dei 20 big in gara (Anna Tatangelo, Raf, Lara Fabian e il duo Biggio e Mandelli).

Il giovane cantautore siciliano, interprete di “Ritornerò da te”, aveva superato la semifinale vincendo di stretta misura (52%) sull’altro giovane cantautore, Enrico Nigiotti. In finale, sfida gli scatenati Kutso con “Elisa”, e si aggiudica la vittoria con il 56%.

Ci riserviamo di tornare sulle canzoni in gara la prossima settimana per darne un giudizio dopo averle ascoltate altre volte, anche se al momento ci sembra che nessuno dei 20 big meritasse di essere eliminato, ma il regolamento parla chiaro. Personalmente, sono molto dispiaciuto per l’eliminazione di Raf che era tornato sul palcoscenico di Sanremo dopo 24 anni con una canzone molto bella, “Come una favola”.

Seguo da sempre il festival, con un pizzico di nostalgia per le edizioni dei bei tempi andati che avevano il pregio di risolversi in tre serate, delle quali soltanto la finale superava le due ore di durata. Oggi, i tempi si sono allungati a dismisura, sia perché la gara di canzoni è inserita in un megashow televisivo dove si parla di tutto e del suo contrario, sia perché oltre mezz’ora a sera se ne va in pubblicità.

Basti pensare che la prima serata, per la quale era prevista l’esecuzione di 10 canzoni in gara, è iniziata poco dopo le 20,30 per concludersi alle 0,35! Comunque, Carlo Conti si è rivelato un ottimo padrone di casa, e nella selezione delle canzoni in gara, ha spaziato tra vari generi musicali prestando molta attenzione all’orecchiabilità dei brani, e alla loro “radiogenia”, considerato poi che il vero successo è decretato, ancor più che dai gusti del pubblico, dalla quantità di passaggi radiofonici.

Anche tra le Nuove Proposte ci sono giovani bravi e preparati, anche se, in qualche caso, non mi è sembrata molto azzeccata la scelta della canzone. Un esempio, la bravissima Serena Brancale avrebbe potuto puntare su un pezzo meno lento, in grado di conquistare il pubblico già al primo ascolto, ed infatti è stata eliminata al primo turno.

Pur non essendo personalmente molto amante delle cover (in genere, l’abitudine di ascoltare una canzone nella sua versione originale, mi fa percepire qualcosa di distorto nella cover), ho trovato interessante la terza serata del Festival, durante la quale abbiamo avuto modo di ascoltare 20 vecchie canzoni in una veste assolutamente nuova.

La cover più votata è stata quella proposta da Nek, che ha rivisitato un successo di Mina del 1966, “Se telefonando”, che porta le firme di Maurizio Costanzo, Ennio Morricone e Ghigo De Chiara. Ma sono state molto divertenti anche “Una carezza in un pugno”, riproposta in versione rap da Moreno, e “Alghero”, reinterpretata da Grazia Di Michele e Platinette. Coraggiosa la scelta di Raf, che ha riproposto “Rose rosse”, consapevole che per il genere di canzoni da lui interpretate, non ha mai avuto bisogno della potenza e dell’estensione vocale del suo collega Massimo Ranieri. Se l’è cavata, aggiungendo alcune strofe rock al pezzo, ma sinceramente lo preferiamo nell’interpretazione della canzone in gara al Festival, la bellissima “Come una favola”, ingiustamente eliminata.

Ed anche per oggi è tutto. Appuntamento a sabato prossimo per un commento sulla finale di Sanremo 2015.

Buona settimana… e a tutti gli innamorati auguri per San Valentino!