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Archivio Editoriali - 11 Aprile 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

UN DISCO PER L'ESTATE 1975. Iniziano il 13 Aprile le vetrine radiofoniche.

Cari amici, la dodicesima ed ultima edizione di “Un disco per l’estate” inizia alla radio il 13 aprile 1975. La rassegna parte in sordina, visto che ormai la stampa si occupa sempre meno di manifestazioni canore.

Le canzoni in gara sono 48, e per questa edizione gli organizzatori mettono in campo un paio di novità con l’obiettivo di allineare il cast ai gusti del momento. La prima novità riguarda l’inserimento tra i motivi in gara di 5 brani solo strumentali, in conseguenza dell’orientamento più recente del pubblico giovane, che ha decretato il successo di “A blue shadow”, “Pop-corn”, “L’ultima neve di primavera”, “Soleado”, “Emmanuelle”.

La seconda novità consiste nel far partecipare alla manifestazione due motivi di ballo liscio interpretati da due delle orchestre più popolari del momento, quella di Raoul Casadei e quella di Vittorio Borghesi.

I risultati della fase eliminatoria daranno ragione a chi aveva voluto queste novità, in quanto i 5 brani strumentali e i 2 di liscio accedono alle serate finali di Saint Vincent. Ma dei primi risultati che ci faranno conoscere i 24 finalisti, parleremo a suo tempo.

Dal 19 al 25 maggio si svolgerà infatti la fase eliminatoria, mentre le tre serate finali andranno in onda da Saint Vincent dal 19 al 21 giugno. La TV trasmetterà soltanto la finalissima di sabato 21, mentre la radio proporrà tutt’e 3 le serate.

Nel presentare la rassegna, il Radiocorriere TV titola “Presenti gli assenti”, riferendosi al fatto che sono in gara molti big che avevano disertato l’ultimo Festival di Sanremo, come Mino Reitano (“E se ti voglio”), Gino Paoli (“La ragazza senza nome”), Orietta Berti (“Eppure ti amo”), Maurizio (“Scusa”), Riccardo Fogli (“Guardami”), Peppino Di Capri (“Piccolo ricordo”), e per la prima volta al Disco per l’estate Al Bano e Romina Power in coppia (“Dialogo”) e Nicola Di Bari (“Sai che bevo, sai che fumo”).

E queste assenze importanti a Sanremo sono giustificate dal fatto che il Festival della riviera ligure non fa più vendere dischi (dei titoli 1975, nessuno è apparso in Hit Parade), mentre il Disco per l’estate, nella sua edizione precedente ha sfornato alcuni 45 giri di successo (“Piccola e fragile”, “Più ci penso”, “Questo sì che è amore”, “Bugiardi noi”) ed ha anche lanciato alcuni personaggi nuovi come Gianni Bella e Umberto Balsamo.

Come già si è detto, la musica senza parole è in gara per la prima volta a “Un disco per l’estate”: ne sono interpreti L’Equipe 84 (“Sogni senza fine”, per la prima volta il “principe” Maurizio Vandelli suona soltanto la chitarra senza farci ascoltare la sua voce), Johnny Sax (“Popsy”), che a Sanremo ripeteva i motivi in gara, il pianista Enrico Intra (“Pao-pop”), il chitarrista hawaiano Andy Bono (ma in realtà si chiama Enrico Bartolucci ed è di Chieti, il suo pezzo ha per titolo “Aloha”), e Il Guardiano del Faro, nome d’arte di Federico Monti Arduini (“Amore grande, amore libero”) che si era affermato nel 1972 con “Il gabbiano infelice”, un pezzo suonato al sintetizzatore elettronico, detto anche “moog”.

Quindici sono le formazioni musicali, comprese le già citate orchestre di Raoul Casadei (“Giramondo”) e Vittorio Borghesi (“Ma sì, ma no”), e l’Equipe 84. I più famosi sono I Camaleonti (“Piccola Venere”), I Dik Dik (“Piccola mia”),  I Nomadi (“Senza discutere”), I Nuovi Angeli (“Bella idea”), I Profeti (“Dimmi papà”).

Gli Homo Sapiens sono in gara con “Torneraitornerò”, una romantica canzone d’amore, mentre La Strana Società tenta di bissare il successo dell’anno precedente con “Una manciata di sabbia”, uno dei pochi titoli balneari di quest’ultima edizione della rassegna musicale sulla quale sta per tramontare definitivamente il sole. Poi ci sono I Flashmen (“Piccolo amore”), un gruppo di Cremona formatosi nel 1967.

Al debutto tre gruppi, uno dei quali è destinato a una grande carriera. Infatti, mentre dei Meno Uno (“Non sei felice, non sei sincera”) e dei Quid (“Profumi di fiori”) non sentiremo più parlare, per i Matia Bazar (“Stasera che sera”), e per la splendida voce solista di Antonella Ruggiero, siamo soltanto all’inizio di un lungo percorso costellato di soddisfazioni e vittorie a manifestazioni importanti come il Festival di Sanremo. Buona prova anche per i Romans, che propongono “Stiamo bene insieme”.

Tornano in gara i due cantautori rivelazione dell’anno precedente, Gianni Bella con “Oh mama”, e Umberto Balsamo, con “Nataly”, una canzone meno immediata, più di atmosfera. Grande soddisfazione qualche anno dopo per Balsamo, quando “Nataly”viene intonata dal soprano Grace Bumbry negli Stati Uniti durante la festa di insediamento di Ronald Reagan nel 1982.

La canzone napoletana è presente con due interpreti delle melodie del golfo, Tony Bruni (“Carrettino siciliano”) e Mario Merola (“Inferno d’ammore”), mentre le napoletane Angela Luce (“Cara amica mia”) e Giulietta Sacco (“Profumo di ginestre”) cantano in italiano. Dopo il successo di “Canzonissima”, il folk approda a “Un disco per l’estate” con la canzone del cantastorie calabrese Otello Profazio (“Tummina tummina”) e con la voce del cantautore pugliese Tony Santagata, che però si presenta con una canzone d’amore, “Dolce amore”.

Il filone “romanesco”, che sta conoscendo un momento di popolarità nazionale, è affidato a Lando Fiorini (“So’ stato er primo a fatte dì de sì”) e Luciano Rossi (“Aho, sta bbona, ndo vai”). Torna, dopo qualche anno di assenza, una delle presenze fisse al Disco per l’estate degli anni Sessanta, ovvero Louiselle (“Grande sei tu”).

Gli altri big sono quelli già citati che avevano disertato il Festival di Sanremo, mentre dal terzo posto della rassegna ligure, ecco Rosanna Fratello, in gara con “Povera cocca”, scritta da Luciano Rossi. Debutto come solista per Santino Rocchetti (“Pelle di sole”), già leader del gruppo “I Rokketti”, che per qualche anno avrà buone soddisfazioni partecipando anche ad alcune edizioni del Festival di Sanremo.

Loredana Bertè è in gara con il suo secondo 45 giri, “Sei bellissima”, una canzone che le darà le prime grandi soddisfazioni della sua lunga carriera. Spregiudicata e trasgressiva (Loredana era apparsa nuda nel musical “Hair”, sulla rivista “Playboy” e sulla copertina del suo disco “Streking”), conosce la censura in un verso di questa canzone: dove l’autore scrive “a letto mi dicevi sempre, non vali che un po’ più di niente”, Loredana è costretta a cantare nella versione radiofonica “e poi mi dicevi sempre, non vali che un po’ più di niente”.

Completano il cast l’ex solista degli Showmen Mario Musella (“Innamorata mai”), i cantautori Maurizio Piccoli (“A braccia aperte”) e Alberto Anelli (“Sarà follia”), e i giovani Vito Paradiso (“500 blù”), Antonio Maria P (“Donna rubata”), Franco Marino (“E in fondo poi”) e Miro (“Nella mente casa mia”).

Domenica 13 aprile, alle ore 8,40, inizia il cosiddetto “battage” radiofonico con un paio di trasmissioni quotidiane che propongono a rotazione le 48 canzoni in gara. Sigla di apertura e di  chiusura è un arrangiamento strumentale di “Questo sì che è amore”, che aveva vinto l’edizione 1974. Chi si aggiudicherà questa edizione di “Un disco per l’estate”? Lo scopriremo tra un paio di mesi.

Ed anche per oggi è tutto.

Appuntamento a sabato prossimo!