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Archivio Editoriali - 11 Febbraio 2017
a cura di Fiorenzo Pampolini

Cari amici, lasciamo parcheggiata la nostra macchina del tempo, e parliamo della 67esima edizione del Festival di Sanremo.

Intanto, mentre scriviamo, si è conclusa da poco la gara delle Nuove Proposte. Al quarto posto si è classificato Leonardo Lamacchia con “Ciò che resta”, al terzo Francesco Guasti con “Universo”, al secondo Maldestro con “Canzone per Federica”. Vincitore Lele con “Ora mai”.

Ma il fatto più clamoroso della quarta serata del Festival è l’eliminazione di tre grandi nomi della canzone italiana, ovvero Al Bano (il suo primo Festival è del 1968), Ron (debuttò 17enne a Sanremo nel 1970) e Gigi D’Alessio (primo Festival nel 2000).

Eliminata anche Giusy Ferreri, che obiettivamente non è sembrata in grande forma. Vedremo quale altra sorpresa ci riserverà la serata finale, al momento la favorita della vigilia è Fiorella Mannoia, anche se capita spesso che chi entra papa esca cardinale.

Bravissimo Ermal Meta, che ha vinto la serata delle cover con una canzone del grande Modugno, scritta in collaborazione con Enrica Bonaccorti, “Amara terra mia”.

Restiamo ancora nell’attualità, per parlare di due fiction che vanno in onda nei prossimi giorni su Rai Uno, entrambe relative al periodo d’oro del 45 giri.

Lunedì 13 e Martedì 14, andrà in onda “C’era una volta Studio Uno”, dove si racconta la storia di uno dei più seguiti varietà della storia della televisione italiana. La prima puntata di “Studio Uno” andò in onda il 21 ottobre 1961 in prima serata. Mina e le Gemelle Kessler furono le protagoniste assolute della prima edizione, nel cast c’erano anche il Quartetto Cetra e Don Lurio. Autori Antonello Falqui (che era anche il regista) e Guido Sacerdote.

Studio Uno segna l’inizio di una nuova era del varietà. Il regista, reduce da un viaggio negli Stati Uniti in cui ha potuto esplorare le nuove frontiere dello spettacolo leggero, mette a frutto ciò che ha imparato e imbastisce un programma caratterizzato da un perfetto equilibrio tra sketch, canzoni, balletti e ospiti.

Mina, già nota come cantante, si rivela anche una brava conduttrice, mentre le Gemelle Kessler, che avevano debuttato qualche mese prima nel varietà “Giardino d’inverno”, lanciano da qui il loro “Da-da-um-pa”.

Il successo di “Studio Uno” è immediato, e dopo la prima edizione, se ne faranno altre fino al 1966, con ottimi risultati di ascolto.

L’altra fiction, in onda mercoledì 15 febbraio, è un vero e proprio film di produzione francese dedicato alla grande Dalida. Nel film, si racconta la biografia di Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, nata al Cairo da genitori calabresi il 17 gennaio 1933, e scomparsa suicida a Parigi il 3 maggio 1987.

Nel film, è l’attrice italiana Sveva Alviti ad impersonare Dalida, mentre Riccardo Scamarcio veste i panni di Orlando, fratello della cantante, e Alessandro Borghi interpreta Luigi Tenco, con il quale Dalida ebbe una relazione nel 1966.

“Perdonatemi, la vita mi è insopportabile”, questo è il testo del biglietto ritrovato accanto al suo letto dopo il suicidio. Dalida ha avuto una lunga carriera come interprete, nel 1967 partecipò a “Partitissima” (la Canzonissima di quell’anno), aggiudicandosi la vittoria con “Dan dan dan”.

Negli stessi giorni, Rete 4 riproporrà la miniserie del 2006, di produzione italo-francese, nella quale Dalida è interpretata da Sabrina Ferilli.

E in attesa di conoscere il vincitore della 67esima edizione del Festival di Sanremo, ci salutiamo qui dandovi come sempre appuntamento a sabato prossimo.