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a cura di Fiorenzo Pampolini

5 MARZO 1943. A POGGIO BUSTONE NASCE LUCIO BATTISTI

Cari amici, come abbiamo anticipato la scorsa settimana quando abbiamo ricordato il compleanno di Lucio Dalla, questa volta è il turno di un altro grande della musica italiana, Lucio Battisti, nato a Poggio Bustone (Rieti) il 5 marzo 1943.

Lucio inizia a strimpellare la chitarra all’età di 13 anni. La sua carriera nel mondo della canzone inizia quando lui all’età di 19 anni entra a far parte di un gruppo musicale, i Mattatori, ai quali seguono collaborazioni con altri due complessi, I Satiri e I Campioni.

Intanto, Battisti si trasferisce a Milano, dove, il 14 febbraio 1965 avviene lo storico incontro con il discografico Franco Crepax della Ricordi, e con l’editrice musicale Christine Leroux. E fu proprio la Leroux la prima a credere nel talento di Battisti e a fargli conoscere Giulio Rapetti, ovvero il mitico Mogol.

Nel 1966 fu proprio Mogol a convincere Lucio (e i suoi discografici) a cantare in prima persona le sue canzoni, esce così il suo primo 45 giri con “Dolce di giorno” e “Per una lira”, che avranno maggior successo nella versione rispettivamente dei Dik Dik e dei Ribelli. L’anno dopo, il suo secondo singolo, “Luisa Rossi” ed “Era”, ma per ora le soddisfazioni gli arrivano soltanto come autore. Nello stesso anno, infatti, entra nella Hit Parade “29 settembre” nella versione dell’Equipe 84, mentre, sempre nel 1967, Mino Reitano va a Sanremo con un pezzo firmato Mogol e Battisti, dal titolo “Non prego per me”.

La svolta arriva nel 1968, quando Battisti partecipa alle tre classiche gare estive. Al Disco per l’estate e al Festivalbar porta “Prigioniero del mondo”, autori Mogol e Donida, mentre con un pezzo firmato da lui, “Balla Linda” va al Cantagiro classificandosi al quarto posto tra i Giovani.

Nel 1969, la sua prima ed unica partecipazione al Festival di Sanremo con “Un’avventura” che si classifica al nono posto. Ma ormai Battisti è un big, in estate torna al Cantagiro (questa volta nel girone A) classificandosi al terzo posto con “Acqua azzurra, acqua chiara”, mentre con la stessa canzone vince il Festivalbar, dove è in gara anche Patty Pravo con una canzone di Mogol e Battisti dal titolo “Il paradiso”.

Curiosa la storia di questa canzone, che era stata composta qualche tempo prima con il titolo “Il paradiso della vita”, interpretata nel 1968 da una giovane cantante, Ambra Borrelli (La Ragazza 77) ma con scarso successo. Gli inglesi Amen Corner ne fanno una hit con il titolo “If paradise is half as nice”, e quindi si decide di affidarla a Patty Pravo che la porta in Hit Parade.

La carriera di Battisti prosegue negli anni ’70 con una serie di canzoni immortali, grandi capolavori come “Mi ritorni in mente”, “Fiori rosa, fiori di pesco”, “Emozioni”, “Pensieri e parole”, “La canzone del sole”, “Anche per te”, “I giardini di marzo”, “Il mio canto libero”, “La collina dei ciliegi”, “Il nostro caro angelo”, “Ancora tu”, “Amarsi un po”, “Sì, viaggiare”, “Una giornata uggiosa”.

E la premiata ditta Mogol e Battisti scrive anche bellissime canzoni per altri interpreti, prima fra tutti la grande Mina che incide nel 1970 “Insieme”, seguita da “Io e te da soli”, “Amor mio”, “La mente torna”. La Formula 3, gruppo che incide per la Casa discografica Numero Uno, fondata da Battisti, arriva al successo con canzoni dei mitici due, “Questo folle sentimento”, “La folle corsa”, “Eppur mi son scordato di te”. Ed anche una delle canzoni più famose di Bruno Lauzi, “Amore caro, amore bello”, è stata composta da Mogol e Battisti.

All’inizio degli anni ’80, la collaborazione con Mogol finisce, Battisti si affida per i testi prima alla moglie Letizia Veronesi e poi a Pasquale Panella. Il primo album realizzato con quest’ultimo è “Don Giovanni” del 1986, seguono “L’apparenza” (1988), “La sposa occidentale” (1990), “Cosa succederà alla ragazza” (1992) ed infine “Hegel” (1994).

Da sempre piuttosto restio ad andare in TV, le sue apparizioni in pubblico si diradano già nella seconda metà degli anni ’70, fino a quando, nel 1980, lo vedremo per l’ultima volta sul piccolo schermo in una trasmissione della televisione della Svizzera tedesca.

Alla fine di agosto del 1998, Battisti viene ricoverato in ospedale, le sue condizioni si aggravano qualche giorno dopo. E la mattina del 9 settembre 1998, Lucio ci lascia all’età di 55 anni.