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Archivio Editoriali - 10 Dicembre 2016
a cura di Fiorenzo Pampolini

DICEMBRE 1976. DISCOGRAFICI IN CRISI CON QUALCHE NOVITA'

Cari amici, 40 anni fa un’ondata di pessimismo si abbatte sull’industria della canzone. I discografici lamentano in particolare il fatto che i festival sono stati ormai quasi tutti aboliti, la carenza di spiccioli mette in crisi il funzionamento dei juke-box, radio e televisione (i cui palinsesti sono stati radicalmente modificati dalla riforma RAI di qualche mese prima) hanno ridotto drasticamente gli spazi destinati alla produzione musicale, ed infine sono state abolite seguitissime trasmissioni che facevano vendere dischi, come “Chissà chi lo sa”, “Canzonissima”, “Adesso musica”, ecc.

I disc-jockey dei ritrovi pubblici programmano al 90% musica straniera, lo stesso avviene dai microfoni della radio dove i conduttori – sostengono i discografici – “per fare gli spiritosi picchiano su certi dischi e personaggi  con considerazioni di cattivo gusto e che certamente non contribuiscono a valorizzare il prodotto disco”.

La risposta dei dee-jay è piuttosto dura: “Noi programmiamo la musica che piace ai giovani, musica che viene importata dalle stesse case italiane produttrici di dischi che lamentano di essere sabotate.

Intanto, i nomi nuovi che passano di più in discoteca sono tutti stranieri, come Barry White, The Ritchie Family, Carol Douglas, George McCrae, Gloria Gaynor, Donna Summer.

Renzo Arbore lamenta il fatto che la musica italiana, anche quella dei complessi pop (che ormai fanno tutto melodico) è più moscia, meno gradita ai giovani, mentre la produzione straniera è più ricca, sia in senso qualitativo che quantitativo.

La RCA, una delle più grandi case discografiche, sta lanciando a basso prezzo dei 33 giri che raccolgono la produzione dei più grandi artisti italiani degli anni ’60, come Morandi, Dalla, Rita Pavone, Gabriella Ferri, Modugno, Jannacci, Patty Pravo. E i discografici dicono che non possono rischiare milioni per “fabbricare” artisti italiani senza la garanzia che radio e TV mandino in onda trasmissioni per lanciare i nuovi interpreti.

Ma, polemiche a parte, se prendiamo in esame la Hit Parade radiofonica del 10 dicembre 1976, notiamo che nelle prime otto posizioni ci sono sei pezzi italiani e soltanto due stranieri. Dominano la classifica due canzoni per bambini, sigle di seguitissimi spettacoli televisivi, ovvero “Sei forte papà” di Gianni Morandi e “Johnny Bassotto” di Lino Toffolo.

Al terzo posto ci sono i Collage di “Due ragazzi nel sole”, quarti i Ritchie Family con “The best disco in town”, quinti i Pooh con “Linda”. Al sesto posto c’è “Disco duck” nelle due versioni di Rick Dees and his company e di D. Scott. Altri due complessi italiani, i Santo California e i Romans, si trovano al settimo e ottavo posto, rispettivamente con “Ave Maria no, no” e “Coniglietto”.

Non mancano le novità, come l’incisione di un 45 giri da parte di un personaggio già noto come autore di “L’importante è finire” di Mina e di “Testarda io” di Iva Zanicchi. Stiamo parlando di Cristiano Malgioglio (che avevamo già incontrato al Disco per l’estate 1974 come componente del gruppo Quarto Sistema in gara con “Valida ragione”), interprete come solista di un pezzo dal titolo “Scandalo”.

Tornano alla ribalta due gruppi che si erano rivelati al Disco per l’estate 1968, rispettivamente con “Senti l’estate che torna” e “Visioni”. Ecco dunque le Orme con il loro nuovo album “Verità nascoste”, registrato a Londra. Tra i brani più significativi “Insieme al concerto”.

L’altro gruppo, i New Trolls, si rifanno alle loro origini, intitolando il loro nuovo album “Concerto grosso n. 2”, quasi per ricollegarsi idealmente al loro grande successo di pubblico e di critica. Ancora una volta collaborano con i New Trolls il paroliere e arrangiatore Luis Enriquez e il paroliere Sergio Bardotti. La formazione è la stessa delle origini, con la sola aggiunta del chitarrista Ricki Belloni.