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Archivio Editoriali - 10 Gennaio 2015
a cura di Manlio Di Meglio

CIAO PINO! - Ricordo di Pino Daniele

L’amico Fiorenzo Pampolini per una settimana mi ha lasciato il testimone e l’onore di scrivere queste poche righe per ricordare il grandissimo Pino Daniele che ci ha improvvisamente lasciato la scorsa domenica 4 Gennaio 2015. 


Pino Daniele nasce nel Quartiere Porto a Napoli il 19 Marzo del 1955. L’atmosfera multietnica che si respirava in quelle strade deve averlo condizionato, non poco, tanto che nelle sue produzioni musicali ci sono contaminazioni di vari generi musicali: dalla musica napoletana, a quella americana e quella araba.


Inizia giovanissimo l’attività di session man collaborando in studio con Mario Musella (ex leader degli Showmen) e poi con Jenny Sorrenti e Gianni Nazzaro, mentre in tour suonò insieme a Bobby Solo.


Nel 1976 entra a far parte della band progressive Napoli Centrale, dove incontra il sassofonista James Senese, con il quale spesso si troverà a collaborare durante la sua carriera da solista.


Nel 1977 incide il suo primo 45 giri contenente i brani Ca calore e Fortunato che verranno anche inclusi nel primo album Terra mia. Album che conterrà oltre alla pluriprogrammata “Na tazzulella ‘e cafè” anche la splendida Napul’è, grande atto di amore verso la sua città e che sarà il brano che maggiormente lo identificherà per tutta la sua carriera.


A Terra mia, fanno seguito gli album Pino Daniele (1979), Nero a metà (1980) e Vai mo' (1981). Dei tre LP quello che maggiormente rimarrà nella memoria  collettiva sarà Nero a metà grazie a brani immortali quali ad esempio I say i sto 'cca, Voglio di più, A me me piace o blues,  E so cuntento e sta', Nun me scoccia' ma soprattutto la splendida e struggente Quanno chiove. L’album verrà ristampato nel 2014 in un doppio 33 giri che conterrà oltre alle versioni originali rimasterizzate anche le stesse canzoni in versioni demo o diverse da quelle definitive. Poi arrivano i 33 giri Bella 'mbriana (1982) Musicante (1984), Ferryboat (1985), Bonne soirée (1987), e Mascalzone Latino (1989).


Successivamente Pino Daniele si cimenta anche con le musiche da film, soprattutto quelle del suo grande amico Massimo Troisi ed è in questo periodo, infatti, che nasce un’altra delle sue pietre miliari la splendida Quando inclusa nella soundtrack del film Pensavo fosse amore e invece era un calesse del 1991.


Anche gli anni ’90, come la prima decade degli anni 2000 vedono Daniele attivissimo sul fronte discografico con altri album storici (a solo titolo di esempio citiamo Un uomo in blues (1991) Non calpestare i fiori del deserto (1995), Come un gelato all’equatore ( 1999), Il mio nome e Pino Daniele e vivo qui (2007) sino all’ultimo La grande madre (2012). Come da lui stesso riferito in una recentissima intervista televisiva, aveva quasi terminato di preparare il suo nuovo album che sarebbe dovuto uscire nella prima metà del 2015, ma non ha fatto in tempo. Pino Daniele, infatti, muore il 4 gennaio 2015, a seguito di un problema cardiaco.


Pino ci lascia in eredità una produzione discografica sterminata. Ricca di musiche e canzoni che oramai fanno parte della memoria di ciascuno di noi, cantate con quella particolarissima voce esile che contrastava con l’imponenza della sua figura.


Voglio concludere con un piccolo ricordo. Era il 1977. Oggi, come allora, collaboravo con una piccola radio locale. All’epoca (ma anche oggi è così) le case discografiche quasi mai mandavano alle piccole radio dei dischi promozionali dei loro artisti e quando ciò accadeva era per promozionare per lo più artisti sconosciuti. Ricordo che in una di quelle poche volte, ci vennero consegnati contemporaneamente due 45 giri uno era di un certo Pino Mango e si intitolava Una danza, l’altro era di un altro Pino, Pino Daniele ed era il 45 giri promozionale di “’Na tazzulella e cafè”. A distanza di tanti anni gli artisti di quei due dischi, dopo una breve separazione, sono di nuovo insieme ed oggi cantano in cielo le loro indimenticabili canzoni.