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Archivio Editoriali - 1 Agosto 2015
a cura di Fiorenzo Pampolini

DIK DIK E CAMALEONTI IN CONCERTO E L'ULTIMO SALUTO AD ANNA MARCHETTI

Cari amici, il 18 luglio 2015 (ebbene sì, questa settimana parliamo di un evento attuale) i Camaleonti e i Dik Dik ci hanno fatto rivivere le emozioni del loro periodo migliore con un concerto che si è svolto a Forte dei Marmi.

Nel concerto, le due band hanno riproposto il loro immenso repertorio, aprendo la serata con la canzone che avevano presentato (insieme al leader dell’Equipe 84 Maurizio Vandelli) al Festival di Sanremo 1993, “Come passa il tempo”.

Camaleonti e Dik Dik (insieme ai Nomadi e ai Pooh) sono due tra le formazioni più longeve della musica italiana. L’esordio dei primi risale al 1963. Due anni dopo, notati da Miki Del Prete, incidono i loro primi dischi e partecipano al Cantagiro, che nel 1966, aveva inaugurato un girone riservato proprio ai complessi.

Nel 1967, con la cover di “Hamburg” dei Procol Harum (in italiano “L’ora dell’amore”) stazionano diverse settimane in Hit Parade. Segue una lunga serie di successi e la loro partecipazione ad importanti manifestazioni come Sanremo (dove nel 1970 lanciano la bellissima “Eternità”, in coppia con Ornella Vanoni) e il Disco per l’estate (dove vincono nel 1973 con “Perché ti amo”).

Nella formazione di oggi ci sono Tonino Cripezzi, 69 anni, leader da sempre del gruppo, voce,  tastierista e autore di molti pezzi, Livio Macchia, 73 anni, cantante e bassista, anche lui presente dal 1963, Valerio Veronesi (dal 1985), Massimo Di Rocco (batterista dal 2004) e Massimo Brunetti (tastiere e flauto dal 1990).

I Dik Dik nascono nel 1965 quando Pietruccio Montalbetti, Pepe Salvatori e Lallo Sbriziolo, insieme a Mario Totaro e Sergio Panno, decidono di dar vita al nuovo complesso scegliendo per esso il nome di un’antilope africana. Il loro primo grande successo è “Sognando la California”, cover di “California dreaming” dei Mamas and Papas.

Seguono numerosi altri successi, nel 1967 anche per loro una cover dei Procol Harum (“A whiter shade of pale” che in italiano diventa “Senza luce”), nel 1969 “Il primo giorno di primavera”, e poi numerose partecipazioni a Sanremo e al Disco per l’estate.

Oggi in formazione sono rimasti in tre, Pietruccio, 74 anni, chitarrista, amico di Battisti (al quale ha dedicato anche un libro), Pepe, 71 anni, chitarrista e tastiere, Lallo, 70 anni, cantante, chitarrista, bassista. Tutti e 3 sono soci del ristorante “L’isola di Wight” che si trova a Buccinasco, in provincia di Milano.

Da un evento allegro, passiamo ad una triste notizia. Ci ha lasciato nei giorni scorsi Anna Marchetti. La cantante era nata a Copparo, in provincia di Ferrara, nel 1945. Iniziò la sua carriera al festival di Castrocaro 1962, ma il suo nome è legato alla manifestazione “Un disco per l’estate” alla quale partecipò per 4 edizioni consecutive (1965 con “Più di ieri”, 1966 con “La rapsodia del vecchio Liszt”, 1967 con “Gira fin che vuoi” e 1968 con “L’estate di Dominique”).

Nel 1965, fu anche scelta da Mike Bongiorno come valletta-cantante per il suo programma “La fiera dei sogni”.

Partecipò anche una sola volta al Festival di Sanremo (nel 1966 con “Io ti amo”), ma la sua canzone più famosa è sicuramente quella “rapsodia del vecchio Liszt”, “vietata ai maggiorenni che han compiuto già la maggiore età”, che aveva reso celebri anche tra i giovani i nomi di molti compositori di musica classica citati nel testo.

Addio, Anna! Quanto mi piaceva da bambino la tua “Rapsodia”. Sono certo che lassù, dove ti trovi ora, sarà il vecchio Liszt a suonare solo per te le sue rapsodie.